Restauro di immobili di pregio

Un accurato restauro per le facciate esterne di un convento francescano del '600

Nell'antico borgo di Longuelo, è stato realizzato un intervento di restauro delle facciate su strada di un convento francescano del '600, trasformato ad inizio del secolo scorso in immobile residenziale

La facciata principale nel corso del tempo è stata oggetto di molte trasformazioni, la più importante ha riguardato il sopralzo dell’edificio con la creazione di un grande spazio sottotetto con basse finestre quadrate. All’inizio del 900, per rendere l’immobile abitativo, le aperture all’ultimo piano sono state ampliante e la realizzazione di ballatoi interni ha permesso la distribuzione degli appartamenti. Molto probabilmente durante questi lavori, l’intonaco originale è stato sostituito con una malta di cemento e sono state eliminate le fasce marcapiano che caratterizzavano la facciata. Negli anni ‘90 sono stati inseriti 6 tiranti nella parte destra del fronte, in quanto la facciata era soggetta a fenomeni di spanciamento.

Il fronte principale è caratterizzato da tre ordini di finestre: con cornici e cappello in pietra serena al piano terra e al piano primo, con cornici semplici in pietra al piano secondo.  Una modanatura in intonaco fa da collegamento alla gronda in legno della copertura.

 

Intervento di restauro delle superfici ad intonaco

La tessitura muraria dei prospetti è molto incoerente, la parte bassa con pietre, mattoni e ciotoli di fiume, la parte alta prevalentemente in mattoni.

La facciata lungo la strada si presentava in cattivo stato di conservazione: lesioni verticali lungo tutte le finestre dovute a fenomeni di cedimento delle murature, umidità di risalita nella parte bassa e intonaco cavillato in cemento. Le due facciate laterali versavano in condizioni migliori in quanto sono presenti meno aperture.

Per la facciata principale si è proceduto con la rimozione della malta cementizia, la realizzazione di iniezioni per bloccare l’umidità di risalita, sono state riconnesse le parti di muratura in cui vi erano le lesioni con la tecnica del cuci e scuci ed è stato steso un prodotto per bloccare la fuoriuscita del nero fumo dalle vecchie canne fumarie. Successivamente è stata posata una rete a maglia di fibra al carbonio connessa con la muratura con connettori ad “L”, affogata in uno strato di intonaco di calce. Dopo la maturazione dell’intonaco, sono state stese due mani di finitura di calce, di cui l’ultima con frattazzo di metallo.

Sulle due facciate laterali è stato fatto un intervento diverso: si è rimosso l’intonaco completamente nella parte bassa, in quanto distaccato a causa dell’umidità di risalita, mentre per la parte restante solo in prossimità di alcune lesioni. La lesione verticale in prossimità di una canna fumaria è stata riconnessa con la tecnica del cuci e scuci, mentre la lesione sopra l’arco è stata riconnessa con l’inserimento di barre elicoidali a secco. Rimossi gli strati di tinteggiatura, è stata posata una rete a maglia sottile coperta con uno strato di intonaco, infine sono state stese due mani di finitura in intonaco di calce con lo stesso procedimento della facciata principale.

 

Intervento di restauro della parte lapidea

Le cornici delle finestre e del portone sono per la maggior parte originali in pietra serena, le restanti in graniglia di cemento ed in intonaco.

Con la scelta progettuale si sono voluti mantenere i materiali in essere e si è previsto un intervento che desse la lettura unitaria delle cornici: pulizia, consolidamento e stuccatura delle parti in pietra, pulizia e fissaggio delle parti in intonaco, ricostruzione con apposite malte dei soli davanzali al piano terra, ormai sfaldati.

Sull’affaccio laterale sul sagrato della chiesa, l’unico zoccolo in pietra a vista rimasto nel tempo è stato restaurato, mentre sulla facciata su strada è stato steso un intonaco che dà l’idea della zoccolatura in pietra, per ridare l’iniziale lettura compositiva.

 

Progetto Marco Paolo Servalli Architettura